La spirale aurea non è mistica, è matematica che il cervello riconosce

Il logo di Apple è costruito su cerchi proporzionati secondo il rapporto aureo, e così quello di Twitter, e se guardi con attenzione le proporzioni di marchi come Pepsi o Toyota ritrovi spesso lo stesso numero come una costante silenziosa, 1,618.

Una costante che appare con frequenza notevole in natura, nella spirale di una conchiglia, nei semi di un girasole, nelle proporzioni delle falangi, non per ragioni mistiche ma per ragioni di crescita matematicamente efficiente.

Una proporzione a bassa fatica

Il motivo per cui funziona anche nel design è meno romantico ma altrettanto interessante.

Quando gli elementi di una composizione rispettano il rapporto aureo, il cervello li percepisce come ordinati e bilanciati quasi subito, con un carico cognitivo più basso rispetto a proporzioni arbitrarie.

La mente trova un ritmo, non lo analizza ma lo registra come facile, e quindi come piacevole e credibile, perché è di nuovo la processing fluency che si manifesta nello spazio visivo.

Usare il rapporto aureo per costruire le proporzioni di un logo, la griglia di un layout, la gerarchia degli elementi non è un esercizio accademico, è dare alla composizione una struttura che il cervello incontra volentieri, senza attriti.

La differenza tra proporzioni intuitive e proporzioni auree non si vede sempre a occhio nudo, ma si sente, perché qualcosa sta al posto giusto in un modo che va oltre il gusto di chi guarda.

…e conoscere queste nozioni è la principale differenza tra un un professionista del design e un improvvisato che lavora sul “gusto”.

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