Il vero costo dell’attesa

Oggi ho avuto un lampante esempio del concetto di valore. Nello specifico, qual è il vero costo dell’attesa?

Retroscena: erano mesi che sentivo la batteria fiacca. All’ultimo tagliando in BMW a settembre mi avevano suggerito di sostituirla in modo abbastanza chiaro, ma.. sai, alla fine funzionava tutto. Ho preso un appunto a penna nel notes sulla scrivania, rimandando.

Fino a ieri mattina, quando mi ha lasciato a piedi.
Per non so quale miracolo è successo appena arrivato in ufficio, quindi il calendar non ha sostanzialmente subito ripercussioni. Ho chiamato il carro attrezzi, l’hanno fatta ripartire e l’ho portata in officina a sostituire. Stress? Sì. Ma gestibile.

Il punto è un altro, se mi fosse successo appena 24 ore dopo, avrei rischiato grosso.
Tra poche ore devo presiedere un appuntamento importante con un cliente che vuole avviare un’analisi strategica per la sua azienda.
Non è “una call qualsiasi”, una richiesta abbastanza delicata che merita di fare un centinaio di chilometri e vedere la sua realtà di persona.
E non c’è guasto che tenga quando arrivi in ritardo (o non arrivi proprio).

Una batteria per la mia auto costa intorno ai 300€ più manodopera, ma quello è il prezzo sullo scontrino. Il costo reale è l’effetto domino che ti porti dietro quando qualcosa si rompe nel momento sbagliato.

La reputazione che si incrina per una cosa che, a mente fredda, potevi prevenire con una spesa relativamente piccola.

E infatti, alla fine il prezzo non era la batteria, era il rischio di far saltare la tua credibilità.
Pensaci, quante volte rimandiamo decisioni gestibili e, poi, ci troviamo a fronteggiare le conseguenze dell’aver trascurato?
Una comunicazione pressapochista? Quel collaboratore che non svolge le tue task? Quel cliente che non si lamenta e, pian piano, svanisce?
Tu cosa stai rimandando, su cosa “possiamo aspettare”, finché non costa troppo?

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